A quanto pare, non solo la Coca-Cola è nata, inizialmente, con propositi diversi e con l’intenzione di essere un “elisir farmaceutico“.

Anche la 7UP, bevanda aromatizzata osannata negli USA per il suo sapore dolce e rinfrescante allo stesso tempo, inizialmente era molto differente: non solo nel nome, che era il molto meno accattivante “Bib-Label Lithiated Lemon-Lime Soda“, ma anche nella composizione, visto che conteneva citrato di litio.

Il litio è una sostanza che viene utilizzata per la produzione di ceramica, vetro, batterie, ma anche, a livello farmaceutico, per curare persone affette da disturbo bipolare e depressione, oltre che come “rimedio post-sbornia“. Un qualcosa, insomma, in grado di far stare “su” (UP, appunto), tanto che, addirittura, un saggio della psichiatra e professoressa Anna Fels, della Cornell University , pubblicato recentemente sul New York Times, sosteneva che una aggiunta di basse dosi della sostanza nell’acqua potabile avrebbe potuto combattere i tassi di suicidio, omicidio e stupro.

Origini

L’inventore della 7UP è Charles Leiper Grigg, che le dette vita nel 1929, con un lancio sul mercato che avvenne proprio al momento giusto: due settimane prima del crollo di Wall Street dello stesso anno.

La Philip Morris acquisì il marchio nel 1978, per poi rivenderlo nel 1986 e nel 1988 la 7UP fu accorpata a Dr Pepper; in seguito, nel 1995, la fusione fu rilevata da Cadbury Schweppes, da cui poi c’è stato il definitivo distacco nel 2008 che ha dato vita alla Dr Pepper Snapple Group.

Tuttavia la produzione da parte di Dr Pepper è relativa solo agli Usa perchè, negli altri Paesi del mondo in cui è distribuita, fa capo alla PepsiCo.

Abbiamo visto come il nome iniziale fosse lungo, articolato e assolutamente scomodo da ricordare e pronunciare. Ma come si è arrivati a trovare, per questa bevanda, un nome così breve, conciso e facile da stampare nella memoria?

Il termine “Up” è facile da collegare: la presenza iniziale del litio lo giustifica pienamente.

Per quanto riguarda, invece, il 7, indicherebbe i sette ingredienti con cui la bibita è stata inizialmente realizzata: acqua gassata, zucchero, oli di agrumi, acido citrico, citrato di sodio e citrato di litio.

La nuova formula

Nel 1948 la  Food and Drug Administration degli Stati Uniti ha vietato l’utilizzo del litio nella birra e nelle bevande, per cui anche la 7UP ha dovuto rifarsi a questo emendamento, due anni dopo, eliminando la sostanza dai propri ingredienti. Fortunatamente, il successo stratosferico che aveva ottenuto non ne risentì, anche dopo i cambiamenti nella formula.

Anzi, ancora oggi questa soda è utilizzata dai giovani come “celebre” rimedio post-sbronza, anche se, in realtà, non ne ha più le caratteristiche intrinseche, senza contare gli utilizzi che, in molti, le attribuiscono come bevanda energetica.

D’altro canto, però, la presenza del lime e del limone e la formulazione gassosa danno un piccolo ruolo di “digestivo” alla 7UP, forse più meritato degli altri, e una piccola base di vitamina C ad ogni sorso. Ovviamente, però, non bisogna dimenticare la presenza di zuccheri nel composto.

Insomma, non c’è bisogno di avere una scusa per bere una buona bevanda gassata, dolce, molto saporita e che, volendo, è in grado di dare la carica ed una botta di energia in giornate calde; soli o in compagnia, si può gioire della 7UP gustandola per il semplice piacere di farlo!