Non c’è dubbio: esistono grandi differenze, a livello estetico, di sapore e di presentazione, tra il caffè italiano e quello americano. Anzi, c’è chi sostiene anche che, già sul solo suolo nazionale, il caffè si presenti molto diversamente tra le varie regioni, osannando solo quello fatto da una “moka napoletana” come “il vero caffè espresso“.

Effettivamente noi napoletani abbiamo una vera e propria cultura tradizionale legata al caffè: è un momento di ritrovo, di pausa, di riflessione, anche di convivialità ed un sicuro “” ad un invito del tipo: “Ti va di andare a prendere un caffè?“.

Le nostre tazzine sono piccole, di una ceramica doppia e pesante, il sapore è concentrato, forte, deciso: un vero e proprio rituale che avvia verso le attività della giornata e che accompagna anche le pause susseguenti.

Il caffè americano, invece, si serve in tazze più grandi, da una brocca che ne contiene grandi quantità; è meno concentrato, meno deciso e se ne bevono quantità nettamente superiori, come fosse una bevanda qualunque, un tè.

Verità o pregiudizio?

In effetti, a guardarli, questi due tipi di caffè sembrerebbero non aver nulla in comune ed è proprio su questa dissonanza che si basano molti pregiudizi. Ma il fatto è che si tratta di due bevande che hanno scopi e preparazioni molto diverse tra loro, con in comune solo la provenienza del sapore dal chicco di caffè!

Proviamo, quindi, a sfatare qualche mito.

1 – Il caffè americano può contenere anche più caffeina del nostrano

Può sembrar strano per un caffè che viene, erroneamente, definito “acqua sporca” da molti connazionali… ed invece è proprio così: il caffè americano può contenere fino anche a tre volte la caffeina di un caffè italiano! Questo perchè la concentrazione di questa sostanza dipende soltanto dalla miscela scelta e dal tipo di preparazione: in particolare, più veloce è il processo di preparazione e minore sarà la caffeina estratta dalla polvere. Motivo per il quale la caffeina è concentrata maggiormente nei caffè lunghi e non in quelli ristretti!

2 – La preparazione americana non prevede pressione

Se in un bar americano si ordina un “coffee“, inevitabilmente si verrà serviti con una bevanda che ha molto in comune con un tè, provenendo da una tecnica di preparazione a base di infusione; per ricevere la classica “tazzina” a cui siamo abituati (e che lì costa un occhio della testa!) bisogna necessariamente chiedere un “espresso“, che verrà preparato in macchine del caffè da bar, che sfruttano la pressione esattamente come le nostre.

Questo fa comprendere come le due bevande siano, in realtà, cose completamente diverse, per cui paragonarle non ha senso.

3 – Qualità

La qualità delle miscele di caffè utilizzate per preparare la bevanda americana è notoriamente migliore di quelle utilizzate per il nostro espresso. Il caffè filtro, tra l’altro, originerà una bevanda leggera, poco amara e non molto corposa, appositamente pensata per soddisfare questo tipo di richiesta.

 

Ad ogni modo, da noi di Birdy’s Bakery le due culture, italiana e americana, e le rispettive tradizioni sono fuse in una co-abitazione perfetta nei nostri menu e sui nostri scaffali. Da noi, quindi, troverete tutti i prodotti della caffetteria italiana e di quella americana… così potrete concedervi, per una volta, la possibilità di provare qualcosa di diverso senza pregiudizi!