Sul miele sappiamo tanto, eppure ci sono cose che riguardano la sua produzione che non immaginiamo nemmeno.

Ce lo ritroviamo davanti nei classici vasetti di vetro sugli scaffali dei supermercati, come ingrediente di molte medicine di base fitoterapica, come integratore di vitamine e dolcificante naturale per tisane rilassanti, ma, a volte, ignoriamo che si tratti di un alimento naturale al 100%, nato dalla collaborazione tra fiori, api… e uomini!

Produzione

Legalmente, il miele è: “il prodotto alimentare che le api domestiche producono dal nettare dei fiori o dalle secrezioni provenienti da parti vive di piante o che si trovano sulle stesse, che esse bottinano, trasformano, combinano con sostanze specifiche proprie, immagazzinano e lasciano maturare nei favi dell’alveare“. In effetti, se volessimo fare una breve panoramica di tutte le fasi che attraversa la sua produzione, potremmo schematizzare le cose, partendo dal presupposto che la “trasformazione” del nettare e delle altre sostanze, ad opera delle api, avviene per creare una sorta di scorta di cibo “a lunga conservazione”, per affrontare i periodi di magra invernali, dove non c’è abbondanza di sole e, quindi, di fiori e piante verdi.

In pratica, il miele è costituito da due componenti, il nettare e la melata: il primo, che sicuramente ci è più familiare, è una secrezione zuccherina prodotta da alcune ghiandole che si trovano alla base dei fiori, mentre la seconda è un altro liquido (prodotto, a sua volta, da altri insetti parassiti), sempre zuccherino, che viene raccolto dalle api sulle foglie e su altre parti delle piante. Queste sostanze vengono succhiate dalla bocca delle api e raccolte nella borsa melaria, una sacca che è una dilatazione del loro apparato digerente. La presenza di alcuni enzimi, in questa fase, opera già una prima trasformazione in miele che verrà conclusa in alveare, dove le api svuotano le sacche, cominciando a lavorare instancabilmente con le altre “operaie” presenti, aggiungendo nuovi enzimi e sistemando tutto nelle celebri celle esagonali; qui il composto diventa sempre più concentrato, poichè l’acqua evapora col tempo, ma anche grazie alla ventilazione forzata prodotta dalle stesse api!
Quando la concentrazione di sostanza secca supera l’80%, il miele viene protetto da opercoli di cera… e l’uomo si prepara a “rubare” questa leccornia tutta naturale.

Fiori diversi, tipologie diverse

Un aspetto interessante del miele è che ogni sua variante è praticamente unica.

Ogni porzione di miele è diversa dall’altra, infatti, perchè tutto dipende dal particolare lavoro delle api, dai fiori coinvolti e dal clima.

Esiste, ad esempio, il classico miele millefiori, in cui le specie di piante coinvolte nella produzione non sono state catalogate, e il miele unifloreale, dove la presenza di un determinato fiore è predominante rispetto alle altre; ogni tipologia ha il suo particolare gusto, ovviamente, per cui è possibile sfruttarne le differenti qualità per le più svariate ricette!