Oggi, e da parecchio tempo, quando si parla di Oreo, sono pochissime le persone, a livello mondiale, che cadono dalle nuvole.

Si tratta, infatti, dei biscotti più popolari e amati al mondo, recentemente anche entrati di diritto nella dieta vegana, poichè non contengono ingredienti di origine animale.

Noi di Birdy’s amiamo utilizzarli come ingredienti per tantissime delle nostre proposte super sweet, come i gelati Stick, la Oreo cake o il gustosissimo MilkShake, ma sono tante le curiosità che si possono rivelare su questo goloso biscotto, che fa venire l’acquolina in bocca a grandi e piccini; scopriamo quali sono!

  1. Gli Oreo furono ideati e prodotti da una ditta americana, famosa proprio per la produzione di biscotti, chiamata Nabisco, nel Febbraio 1912, a New York. I biscotti britannici, per l’azienda, erano troppo ordinari e pensarono, così, di rinnovare un po’ l’offerta sul mercato con qualcosa di originale.
  2. Inizialmente gli Oreo avevano la forma di una piccola montagna ed erano disponibili in due sapori: lemon meringue e cream.
  3. Il primo Oreo è stato venduto il 6 Marzo 1912 a un negoziante di Hoboken, in New Jersey.
  4. Oreo è stato il marchio di biscotti più venduto nel mondo dalla sua immissione sul mercato. Dall’inizio della sua commercializzazione, infatti, sono stati venduti oltre 490 miliardi di biscotti, rendendolo il più venduto (e quindi famoso) del XX secolo.
  5. L’origine del suo nome è alquanto misteriosa: c’è chi ipotizza una matrice francese (“or“, cioè oro), in richiamo della confezione originaria, che era dorata; c’è chi rivede la parola greca “oros“, che tradotta significa “montagna” o “collina” (in riferimento alla sua forma iniziale) o anche “oreos” che significa, nella stessa lingua, “bello“; qualcun altro azzarda una combinazione di lettere, pensando che la sillaba “re” sia stata inserita tra due lettere “o” per creare un suono che fosse melodico.
  6. Fu nel 1916 che il biscotto subì un rinnovamento in design, momento in cui la Nabisco decise anche di ridurre la produzione della variante alla meringa al limone, perchè il gusto crema era sensibilmente più amato dalla clientela.
  7. A quanto pare, l’Oreo, che oggi è considerato vegan, inizialmente veniva preparato con il lardo, con una modifica, poi, della ricetta negli anni 90, che ha previsto uno shift di questo ingrediente verso l’olio vegetale.
  8. L’Oreo è molto simile ad un altro biscotto, l’Hydrox, prodotto da un’altra ditta, di nome Sunshine, nel 1908; voci di corridoio vorrebbero che il famoso biscotto fosse stato proprio da esso ispirato, anche perchè gli Hydrox furono ritirati dal mercato nel 1999, proprio a causa del predominio commerciale dei “rivali”. Inoltre, il brand ha riservato la stessa sorte anche ad una nuova versione del biscotto, chiamata Droxie, che venne anch’essa ritirata dal mercato.
  9. Oltre alla tradizionale forma conosciuta in tutto il mondo, gli Oreo sono prodotti anche in molte varianti diverse, che, però, non risultano disponibili in tutti i Paesi: Oreo WaferStix (barrette con crema all’interno e ricoperte di cioccolato), Golden Chocolate Creme Oreo (Oreo al rovescio, con wafer alla vaniglia e ripieno di cioccolato), Golden Oreo (wafer di vaniglia con il ripieno di crema), Mini Oreo (più piccoli), Double Stuf Oreo (con contenuto doppio di crema), Double Delight Oreo (biscotti al cioccolato con due ripieni: burro di arachidi e cioccolato, menta e crema, caffè e crema), Flavored Oreos (disponibili con varie creme, come burro di arachidi, cioccolato, menta, caramello e milkshake alla fragola).
  10. Pare che la farina utilizzata per produrli sia prodotta direttamente nei mulini della Nabisco.