Conoscete quei deliziosi dolcetti al cioccolato, dalla consistenza a metà strada tra il biscotto e un soffice pezzo di torta, che prendono il nome di Brownie?

La domanda, ovviamente, è retorica perché siamo sicuri che li conoscete bene e che li avete gustati più volte (del resto, i veri intenditori di dolci non avrebbero potuto fare altrimenti, data la loro irresistibile bontà).

Il segreto della loro prelibatezza risiede probabilmente nella semplice preparazione che ne è alla base, la quale non prevede l’aggiunta di lievito e si basa solo su pochi e semplici ingredienti, come farina, zucchero, cioccolato, burro e uova. Il risultato è quello di piccoli dessert a forma rettangolare che vengono successivamente ricoperti di glassa e farciti con deliziose scaglie di cioccolato o nocciole.

Dei brownie esiste anche una versione bianca, chiamata blondie, che è preparata senza cacao e prevede, in alternativa, l’aggiunta di cioccolato bianco.

Se è vero che tutti conoscono questi dolci, è anche vero che dietro la loro origine si celano storie che non sono ancora molto note. Per questo abbiamo scelto di raccontarvele, partendo dal presupposto che non tutto quello che si legge in giro è vero e che, quando si va indietro nel tempo, storia e leggenda tendono a confondersi continuamente.

Non tutti i mali vengono per nuocere!

Secondo la storia più accreditata, tutto sarebbe iniziato per colpa e merito di uno cuoco pasticcione, il quale si sarebbe dimenticato di aggiungere il lievito nell’impasto di una torta al cioccolato, inventando senza volerlo un dolce basso e ugualmente gustoso. 

Stando a quanto si racconta, questo cuoco distratto sarebbe vissuto a Bangor, nel Maine, e se questa storia è vera, è da qui che deriverebbe il nome Brownies Bangor.  

Tuttavia, siamo ormai abituati al fatto che quando tentiamo di ricostruire la storia di un dolce, spuntano fuori sempre versioni diverse che confondono le idee. Perciò, prima di sceglierne una definitiva, vediamo insieme cosa è stato raccontato sino ad ora sui brownies e quanto di vero c’è nelle storie che ci sono giunte.

La misteriosa origine dei brownie

Quando si vuole fare ordine in una storia complicata, la prima cosa da fare è raccogliere tutte le informazioni sicure di cui si dispone e ricostruire gli eventi a partire da un certo numero di punti fermi. Nel caso dei brownie, l’unica cosa che possiamo affermare, quasi con certezza, è che la loro origine è americana e che il nome deriva dal grosso quantitativo di cioccolato che si utilizza per prepararli.

Tuttavia, “Brownie” è anche il nome del folletto dal carattere un po’ permaloso e pronto ad aiutare l’uomo in cambio di dolci e latte che è tanto famoso in Inghilterra, e dato il colore scuro della sua carnagione, questa considerazione inizia a far nascere i primi dubbi sull’etimologia della parola.

L’incertezza ci porta a parlare di un’altra storia, secondo la quale la nascita dei brownie sarebbe avvenuta nel 1892 nelle cucine del Palmer House Hotel di Chicago, quando, durante la World’s Columbian Exposition, l’intreprendente Bertha Palmer avrebbe espresso il desiderio di un dessert da poter gustare senza sporcarsi le mani, dando ai cuochi l’ispirazione per l’invenzione dei brownie.

La veridicità di questa storia sembra essere confermata dal fatto che la prima ricetta di questi deliziosi dolcetti ha fatto la sua prima comparsa nel 1896 nel Cookbook Cooking School (quindi solo quattro anni dopo), ma leggendo bene gli ingredienti si capisce che si tratta più di dolci alla melassa che di brownie veri e propri.

Per la ricetta che conosciamo oggi, infatti, dobbiamo aspettare il 1905, anno in cui quest’ultima ha fatto la sua prima comparsa sul quotidiano Boston Globe, accompagnata dalla storiella sul cuoco distratto di cui abbiamo parlato prima. Dato che questa storia è stata tramandata insieme all’autentica ricetta dei brownie, è probabile che sia la più veritiera e per questo che la scegliamo come versione ufficiale.

Ad ogni modo la loro diffusione in Europa e in America è avvenuta solo nel 1920, quando il cioccolato è diventato un prodotto alla portata di tutti e la fama della loro bontà ha superato qualunque distanza.