Chi ha detto che le verdure non hanno un buon sapore e piacciono solo agli adulti? E se esistesse un modo per trasformare le carote in un dolce buonissimo che mette d’accordo grandi e piccini?

Da Birdy’s Bakery questo dolce esiste e si chiama Carrot Cake, una bontà che ha come ingrediente principale le carote, ortaggi ad alto contenuto di zucchero.  

In virtù di questa particolarità, l’utilizzo delle carote nei dolci è un’abitudine che è sempre esistita e che ha le sue più remote attestazioni nel Medioevo, epoca in cui, in assenza di dolcificanti, la cucina più genuina prediligeva la scelta di prodotti naturali in grado di dare lo stesso sapore zuccherato senza l’aggiunta di ingredienti lavorati.

La genuinità è il segreto che ancora oggi è alla base della Carrot Cake e che rende questa torta una delizia per il palato, nonché un ottimo alleato per la salute.

Tuttavia, prima di conoscerne la storia, vediamo insieme qualche piccola curiosità sulle carote, che essendo le protagoniste di questa deliziosa ricetta, meritano un palcoscenico tutto loro. 

Le preziose proprieta’ delle carote

La carota è una pianta erbacea originaria dell’Europa sud-orientale e dell’Asia occidentale il cui nome deriva dal greco Karotón e le cui proprietà mediche erano già conosciute dai Greci e dai Romani. Questi, infatti, erano soliti usare i semi di carota selvatica o semidomesticata per mantenere in salute la vista e la pelle.

Anche oggi le sue preziose proprietà sono note a tutti e molti utilizzano la carota per restare in salute, ma la nostra più grande fortuna consiste nel fatto che possiamo mangiarla di gusto, dato che il suo utilizzo in cucina non è scontato ma risale addirittura al 1500, epoca in cui quest’ortaggio iniziò ad essere considerato un alimento in tutto il mondo.

Le controverse origini della Carrot Cake

Assodato che le prime attestazioni della Carrot Cake risalgono al Medioevo, resta da capire quali sono le sue controverse origini geografiche, dato che secondo alcuni sarebbe nata in Norvegia e secondo altri in Gran Bretagna, anche se non mancano sostenitori di una sua possibile fioritura in Svizzera.

Ciò che è certo è che la sua popolarità è cresciuta a dismisura  in Inghilterra durante il travagliato periodo della seconda guerra mondiale, quando da dolce preparato esclusivamente in casa, la Carrot Cake è diventata una torta pregiata servita nei migliori ristoranti e caffè della città.

Secondo un’altra storia, invece, l’origine di questa torta sarebbe da rintracciare negli USA, dove a causa di un’eccedenza di produzione di carote in scatola, un famoso uomo d’affari di nome George C. Page chiese ai maestri fornai di trovare un utilizzo efficace di questo ingrediente. 

Ad ogni modo, qualunque sia la sua reale origine, quella che noi chiamiamo torta di carote probabilmente non è nata nella versione in cui la conosciamo oggi, ma è venuta fuori attraverso la lenta trasformazione di un altro dolce a base di carote, la cui ricetta è stata perfezionata nel tempo.

Un suo predecessore più recente, infatti, è stato individuato nel cosiddetto Carrot Pudding, un famoso budino di carote che nel Seicento veniva servito dopo i pasti.

“Sei viola come una carota!”

Avete mai sentito quest’espressione? Se la risposta è no, non vi preoccupate, non siamo daltonici e anche se vi sembrerà strano, abbiamo una spiegazione anche per questo!

Quando parliamo di carote, infatti, non possiamo dare per scontato che il loro colore fosse in origine l’arancione a cui siamo abituati, perché, strano a dirsi, in passato il colore di questi ortaggi oscillava tra il bianco, il rosso e il violaceo.

L’arancione lo dobbiamo ad un botanista francese che alla fine dell’800, dopo vari tentativi, diede vita ad una tipologia di carota “addomesticata” che si differenziava considerevolmente da quelle di tipo selvatico.

Secondo un’altra storia, invece, a scegliere il colore arancione furono i contadini olandesi per onorare la dinastia regnante degli Orange, la quale scrisse la storia del Paese guidando l’Olanda nella guerra di indipendenza contro il potere spagnolo. Questi idearono una trasformazione naturale del prodotto partendo dalla coltivazione di un diverso seme di carota proveniente dall’Africa del Nord.

La scelta degli agricoltori olandesi fu molto apprezzata in Europa, dato che il nuovo colore era molto gradevole alla vista e si caratterizzava per un gusto più dolce e delicato rispetto alla versione originaria, e così la carota iniziò ad essere identificata da tutti con il colore arancione.

Oggi invece si assiste ad un recupero della carota viola, che è di nuovo disponibile sul mercato, ma al di là del colore, ciò che è alla base di questo prezioso ortaggio non è mai cambiato, e sono proprio le sue innumerevoli qualità a rendere unica e saporita la torta di carote.